Giovani e meno giovani: tanta gente interessata, sbalordita, felice di esserci

La seconda giornata dedicata ai Modi di Comunicare le Scienze in una PA è proseguita al CSC – Centro di Sonologia Computazionale del DEI, Università di Padova, che ha aperto le porte a PASocial e alla Settimana dell’Amministrazione Aperta #SAA2018 e ci ha mostrato in prima assoluta interessanti applicazioni di forte impatto sulla qualità di vita di persone malate o con disabilità.

La visita al CSC, già incontrato alla tavola rotonda al Museo di Scienze Archeologiche e d’Arte, è stato, come sempre, una boccata d’aria fresca.

I quattro settori di ricerca in cui il Centro è attivo li abbiamo passati in rassegna più o meno tutti.
Abbiamo iniziato con la tutela e valorizzazione di beni culturali musicali visitando anche il piccolo, straordinario museo (che purtroppo museo non è perché il codice dei beni culturali del 2004 non ha ritenuto di dover tutelare i beni appartenenti al patrimonio musicale), per passare poi ad un assaggio di alcune applicazioni che il Centro sta realizzando sull’espressività del suono.
Abbiamo visto alcuni esempi di  interazione umano-macchina attraverso il suono e alcune installazioni che aiutano bambini con deficit visivi a potenziare la loro percezione dello spazio e degli oggetti.

Archivi sonori. Restauro e accesso

In modo chiaro e molto accurato i giovanissimi ricercatori di questa meravigliosa fucina di idee (e realizzazioni!) ci hanno spiegato le metodologie scientifiche che utilizzano per il restauro degli archivi sonori, di cui il CSC è uno dei massimi esperti a livello mondiale.

e abbiamo provato l’interfaccia web e mobile Rewind&Remind che il Centro ha realizzato per l’accesso a questi archivi.

Abbiamo, poi, immaginato di giocare con Il Caos delle Sfere: anche tu pianista con 500 lire, opera di Carlo De Pirro, compositore padovano mancato nel 2008, pensata per far suonare ad un giocatore un super flipper anni ’80 con lo scopo di farlo entrare in modo attivo in un’esperienza di composizione musicale, coinvolgendolo.

Siamo, così, entrati in confidenza col concetto di User Experience (UX) e cioè di interazione umano-macchina che è un altro, importantissimo ambito entro cui opera il Centro.

L’espressione del suono

Il CSC compie anche studi sull’interpretazione musicale.

Un pianista quando suona una partitura non la esegue esattamente com’è scritta, ma la interpreta: accelera, ritarda, fa micro pause, respiri. Tutto questo non è mai esplicitato in partitura.

Con un software messo a punto dal Centro, è possibile eseguire qualsiasi brano facendo suonare non solo le note ma anche le “note di colore”.
Lento, veloce, hard, soft… con questo modellino è possibile variare anche ciò che va oltre le note scritte, restituendo l’espressività del suono nella sua interezza.

…“anche tu pianista con 500 lire”. Come funziona?

Algoritmi di generazione automatica di sequenze melodiche definite con regole fissate dall’autore dell’opera, de Pirro, mettono in collegamento il flipper e un pianoforte. Il giocatore mentre gioca fa suonare al piano una sua personalissima melodia, che è quella generata dai colpi delle sfere sui bump del flipper e che quindi dipende proprio dal modo di giocare dell’utente.

aiLEARN per i bimbi ipovedenti

Dopo le esperienze con l’archivio e la User Experience, con aiLEARN e PANDI siamo passati a vedere due applicazioni realizzate dal centro in ambito sociale. Una delle due, PANDI, ci è stata mostrata in prima assoluta.

aiLEARN è un ambiente “aumentato” in cui un utente accede a nuove informazioni che ottiene rispondendo a stimoli che riceve della macchina.

Le risposte sono innescate da spostamenti dell’utente nello spazio.

aiLEARN non è una novità. Eppure, anche se presentata per la prima qualche anno fa alla notte dei ricercatori, riserva ogni volta delle sorprese.
L’ultima è quella che il CSC ci regalato in prima assoluta durante la visita.

È Riccardo, un giovane studioso che lavora al Centro e che segue il progetto, a spigarci di che si tratta.
Grazie ad una collaborazione con la fondazione Robert Hollman a sostegno di bimbi con deficit visivi, il Centro sta mettendo a punto una versione di aiLEARN capace di stimolare la visione residua di questi bimbi potenziandone, ad esempio, la capacità di classificare forme e colori.

L’attività avviene attraverso un gioco di riconoscimenti legati a rinforzi positivi e cioè ricompense. Il bimbo che, stimolato da una forma riesce ad associarla alla forma corrispondete, riceverà in premo uno stimolo sonoro che esprime felicità e soddisfazione e che gli dice “yeah! Sei stato bravissimo”.

PanDi, l’app-diario per i malati di tumore al pancreas

A chiudere la visita al CSC, PanDi ovvero PANcreas DIary, è un’app che permette a persone malate di tumore al pancreas e ai loro famigliari di raccogliere, in modo semplice e immediato, informazioni su sintomi, farmaci, alimenti, sviluppi dopo un’operazione o durante la chemioterapia, da presentare al medico.

Una raccolta dati per mappare l’andamento della malattia

L’idea nasce dalla richiesta dei malati stessi di arrivare dal medico mettendolo al corrente di tutto ciò che è successo dall’ultima visita.
Spesso, infatti, sono i più piccoli particolari a rivelare qualcosa che può essere determinante nel processo della malattia.
L’idea di fondo è di raccogliere in forma anonima quanti più dati possibile.

Perché è utile raccogliere questi dati?

Studi francesi sul tumore al polmone evidenziano il netto miglioramento dei pazienti abituati a tenere un diario della loro malattia rispetto a quelli che non lo fanno.

“Tenendo un diario diminuiscono in modo importante le recidive.”

Attenzione però: il diario non è il rimedio.
Piuttosto  le informazioni annotate in modo più preciso e non riferite a voce sono quelle che possono possono fare la differenza perché, attraverso i big data, possono essere “socialmente” utili per mappare le condizioni tipiche (sintomi, alimentazione, farmaci… ) che portano ad un esito positivo o negativo della malattia.

Scarica PanDi

PanDi è disponibile gratuitamente per sistemi iOs e Android sui marketplace Apple e Google.

Ringraziamenti

Ringrazio il Centro di Sonologia Computazionale, e in particolare il professor Sergio Canazza e il professor Antonio Rodà, che hanno risposto subito positivamente alla mia proposta di “aprisi” al pubblico per la Settimana dell’Amministrazione Aperta in un giorno qualsiasi e con pochissimo preavviso e che ci hanno accolti a braccia aperte con la solita professionalità che li contraddistingue.

Un grazie particolare ai ragazzi (dottorandi e ricercatori!) del Centro, chiarissimi nelle loro presentazioni, e che tra l’altro mi hanno aiutata realizzando video e foto qui pubblicati.