Tutto made in Italy, è l’unico visore AR al mondo con certificazione EN 166 per la protezione degli occhi

Torno a parlare di visori in realtà aumentata perché vorrei raccontarne i molti utilizzi che se ne possono fare.
Questa volta vi propongo i visori F4 di Glass Up.
A differenza di Easy Speak di cui ho già detto, gli F4 Glasses di Glass Up sono stati progettati per l’utilizzo industriale, anzi di più: per l’industria 4.0.
Vediamo di che si tratta in questo post che contiene anche l’audio intervista che ho fatto a Federico Palumbo, business developer di Glass Up a SMAU Padova 2018.

Ieri ho fatto un salto a SMAU Padova per intervistare Federico Palumbo, business developer di Glass Up, startup modenese che ha messo a punto un visore in realtà aumentata destinato all’industria 4.0 e che prestissimo riceverà la certificazione EN 166, diventando il primo visore a realtà aumentata al mondo ad essere certificato come occhiale protettivo da lavoro.

L’audio intervista a Federico Palumbo

Glass Up F4: chi, cosa, perché

Glass Up è una start up italiana con sede a Modena che produce gli F4 Glasses, occhiali in realtà aumentata destinati all’utilizzo tecnico-industriale.

Il visore F4 permette di attivare una serie di funzioni per la fruizione di contenuti (pdf video immagini) offline, e cioè pre-caricati sull’occhiale, per aiutare l’operatore sul posto di lavoro a svolgere compiti di varia natura, in modo guidato, sicuro ed efficace, senza causare distrazioni e usando solo la vista.

Funzione chiave del visore F4 è la piattaforma in teleservice e cioè con servizio a distanza, via wifi o GSM, che permette all’operatore di attivare il controllo remoto di video streaming e web call per assistere il tecnico che sta usando il visore, in processi di manutenzione o per fare training.

Il dispositivo trova applicazione, tra gli altri, nel campo della meccanica, dell’automotive, del packaging.

Visori in AR per l’industria 4.0

Il visore F4 rientra a pieno titolo in ciò che oggi viene definito industria 4.0 e cioè quei processi di trasformazione digitale (digital transformation) che aziende e organizzazioni stanno affrontando in questi anni per adeguarsi alle opportunità offerte dalle tecnologie digitali.

Gli occhiali in realtà aumentata di Glass Up sono un esempio concreto di strumento capace di innescare meccanismi di digital transformation in alcuni processi industriali: ad esempio nella manutenzione di macchinari, nel training on the job, nella logistica, nel controllo della qualità, nella danger detection.
Processi che alcune aziende svolgono ancor oggi in modo manuale, usando carta e penna, con tutto ciò che ne può seguire (errori materiali, foglie che si perdono…).

Come sono fatti i Glass Up F4

Portabili, ovviamente, e confortevoli pur coi loro 290 gr di peso, batteria e antenna wifi sono montati su telecomando staccabile dall’occhiale. Può essere quindi facilmente sostituita senza toglierlo.

Sulla parte superiore dell’occhiale un dissipatore di calore a nido d’ape permette di non surriscaldare l’occhiale rendendone l’utilizzo più confortevole per chi lo indossa.
Il design del dissipatore è stato realizzato dall’università di Modena.

Il dissipatore di calore a nido d’ape di Glass Up F4

Una termocamera è posta sulla parte superiore della montatura dell’occhiale e permette di identificare diverse fonti di calore.
Ad esempio è in grado di rilevare se in un pannello elettrico ci sono parti surriscaldate e, nel caso, di avvertire l’operatore di procedere con cautela.

A destra una termocamera individua le fonti di calore mostrandole all’operatore che indossa i Glass Up F4

Altra importantissima funzione è quella di “uomo a terra“: nel malaugurato caso in cui dovesse capitare un incidente all’operatore, l’occhiale invia immediatamente un alert che viene visualizzato sulla dashboard, attivando procedure di soccorso immediato.

Come si comandano i visori Glass Up F4

Il visore non interagisce con la pupilla come l’EyeSpeack di LusoVu, ma viene comandato da un voice control. Del resto la sua finalità è tutt’altra.

“Al momento quello che ci viene richiesto è il voice control e cioè la possibilità di comandare l’occhiale attraverso comandi vocali”

dice Palumbo.
Grazie al voice control, il visore mette in comunicazione il tecnico che indossa il visore sul campo, con un esperto che a distanza e in caso di bisogno, lo guida ad esempio in attività di manutenzione o formazione.

Un utilizzo furbo di Glass Up F4? Abbattere le spese di trasferta

A questo proposito Glass Up F4 può essere utilizzato per guidare a distanza un operatore nelle procedure di riparazione di un macchinario in caso di guasti.
In tal modo le spese di trasferta per la riparazione della macchina vengono completamente abbattute grazie all’utilizzo a distanza del sistema, che permette di fare manutenzione a distanza.

F4 Glasses per il biomedicale

“Principalmente siamo partiti pensando ad un occhiale destinato all’industria 4.0 ma vogliamo andare anche sul biomedicale, perché ha un grande potenziale”

continua Palumbo.

“Il dottor Rausei ha fatto un primo intervento in laparoscopica usando il dispositivo.
Quel che veniva ripreso dalla microsonda veniva proiettato in real time sull’occhiale in modo da concentrare tutta l’attenzione del medico sul paziente senza dover distogliere lo sguardo per guardare il monitor.”

Un visore in AR già in produzione con certificazione CE EN 166

L’occhiale F4 in realtà aumentata di Glass Up è già in produzione.
Il progetto pilota è iniziato a febbraio 2017.
Già una cinquanta di clienti lo sta provando:

“Abbiamo individuato cinquanta clienti e abbiamo consegnato in prova uno o due dispositivi affinché potessero provarli e darci dei feedback.”

Ad oggi Glass Up ha venduto 100 occhiali e in particolare un cliente ne ha già acquistati 50.

L’occhiale sta per ricevere la certificazione CE EN 166: sarà l’unico dispositivo al mondo in realtà aumentata con certificazione da occhiale da lavoro e quindi con funzioni di protezione per gli operatori che lo utilizzano.

Glass Up vs Google Glass

I Google Glass sono finiti al museo dei fallimenti, eppure altre aziende come EyeSpeak e Glass Up stanno mettendo a punto soluzioni che coniugano occhiali e realtà aumentata.

Anche se può sembrare una contraddizione, Palumbo afferma che il “fallimento” dei Google glass risiede nel fatto che quelli erano stati pensati per un pubblico consumer.
Molto costosi e con funzioni del tutto simili a quelle di uno smartphone

“i Google Glass di fatto erano né più né meno che il pappagallo del telefonino.
Se son falliti è perché erano destinati ad un mercato che essenzialmente non esiste.”

Il visore F4 invece è un dispositivo rivolto all’industria – sottolinea Palumbo, capace di traghettarla verso una vera e propria trasformazione digitale.

Glass Up e trasferimento tecnologico

Glass Up ha collaborato con l’Istituto di Astrofisica Italiana, col Fraunhofer tedesco, ha vinto nel 2015 un bando Horizon 2020 per lo sviluppo del visore in AR per industria 4.0 e a fine 2017 ha vinto un altro Horizon 2020 per lo sviluppo di caschetti intelligenti per ciclisti professionisti.

Oggi Glass Up sta cercando una partnership con un’azienda che produce caschi per ciclisti

“in modo da unire la nostra tecnologia al loro casco.
Non è detto che il caschetto a quel punto non possa diventare un caschetto protettivo destinato daccapo all’industria e alla sicurezza degli operatori.”

A chi rivolgersi per ricevere informazioni

www.glassup.net